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Lunedì, 08 Luglio 2024 10:44

Inside Out 2: genitori e adolescenti

Inside Out 2: genitori e adolescenti

La serie di film d'animazione "Inside Out" ha stupito tutti per la capacità di esplorare il complesso mondo delle emozioni adolescenziali.

  • Il primo episodio, uscito nel 2015, aveva mostrato come le emozioni guidano le nostre azioni e influenzano le nostre relazioni sin da bambini;
  • "Inside Out 2", uscito il 19 giugno scorso, spiega come le emozioni si evolvono e si intensificano durante l'adolescenza.

Il film esplora in prima persona le emozioni della giovane protagonista. In questo articolo proviamo ad affrontare i temi del film dal punto di vista dei genitori di adolescenti.

 

1. L'adolescenza: un viaggio tra autonomia e bisogno di sostegno

L'adolescenza è una fase di transizione cruciale, un viaggio emozionante e talvolta tumultuoso verso l'età adulta. Durante questo periodo, i ragazzi sperimentano un intenso bisogno di

  • Definire i propri confini;
  • Affermare la propria individualità;
  • Esplorare il mondo al di là della famiglia.

Il neuropsichiatra Daniel Siegel, nel libro "La mente adolescente" ci offre una preziosa chiave di lettura di questa fase dal punto di vista neuroscientifico.

Siegel descrive l'adolescenza come un periodo di intensa ristrutturazione cerebrale, in cui:

  • Si sviluppano aree del cervello legate all'empatia, alla creatività e alla capacità di prendere decisioni;
  • L'area prefrontale del cervello, responsabile del controllo degli impulsi e della pianificazione a lungo termine, è ancora in fase di maturazione.

Questo spiega perché gli adolescenti sono spesso, allo stesso tempo:

  • Impulsivi, emotivi e talvolta ribelli;
  • Incredibilmente aperti a nuove esperienze, idee e relazioni.

 

2. "Inside Out 2" e gli attacchi di panico

Una delle scene più emblematiche di "Inside Out 2" è quella in cui la giovane protagonista sperimenta un attacco di panico

In questa scena l'emozione dell'ansia, una delle nuove protagoniste del film, ha un ruolo essenziale

Occorre prima di tutto fare una distinzione tra le diverse forme che l'ansia assume e alle sue diverse classificazioni cliniche:

  • Ansia fisiologica: emozione percepita pressoché da qualunque essere umano, generalmente caratterizzata da una sensazione di apprensione, spesso accompagnata da sintomi fisici (tachicardia, accelerazione del respiro etc…). Il suo scopo principale è quello di segnalare un pericolo imminente e mobilitare le risorse necessarie a prepararsi alla lotta o alla fuga;
  • Disturbi d'ansia: si manifestano quando l'ansia si attiva anche in situazioni prive di pericolo imminente, ripetutamente e con un’intensità tale da compromettere la qualità di vita, la sua funzionalità sociale o lavorativa (Baxter et al. 2013, Penninx et al. 2021). In questa categoria rientrano molti disturbi, tra cui il disturbo d’ansia generalizzata (DAG), il disturbo d’ansia sociale (DAS) e il disturbo da attacchi di panico (DAP) (Harvey et al. 2004, Sassaroli et al. 2006; APA 2013);
  • Disturbo da attacchi di panico (DAP): disturbo d'ansia caratterizzato da attacchi di panico ricorrenti, inaspettati e non riconducibili a uso di farmaci, droghe o altri disturbi mentali. Nel DAP almeno uno degli attacchi di panico è seguito da un mese o più di timore che ne possano verificare altri, il che induce a cambiare comportamento, spesso evitando situazioni che potrebbero scatenare un attacco. (APA 2013);
  • Attacco di panico: episodio singolo di ansia estrema in cui si manifestano almeno quattro dei seguenti sintomi: battito cardiaco accelerato, sudorazione, tremori, mancanza di respiro, sensazione di strangolamento, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, vertigini, instabilità, sensazione di svenimento, sensazioni di irrealtà o di essere distaccati da se stessi, paura di perdere il controllo o di "impazzire", paura di morire, intorpidimento o formicolio, brividi o vampate di calore (APA 2013).

 

3. Genitori di adolescenti: un equilibrio delicato

Anche se il tratto più manifesto dell'adolescenza è la ricerca di autonomia, gli adolescenti mantengono un profondo bisogno di sostegno, guida e connessione emotiva con i genitori. Il ruolo del genitore in questa fase è dunque fondamentale e richiede un delicato equilibrio.

  • Da un lato, è importante rispettare il bisogno degli adolescenti di esplorare, sperimentare e costruire la propria identità. Questo significa accettare che i figli possano avere opinioni, interessi e valori diversi dai nostri.
  • Dall'altro lato, è altrettanto importante offrire un sostegno costante, un porto sicuro in cui tornare nei momenti di difficoltà. Questo significa essere presenti, ascoltare senza giudicare, offrire consigli quando richiesti e dimostrare amore incondizionato.

3.1. Tre errori tipici dei genitori

Essere genitori di adolescenti può essere una sfida complessa e spesso frustrante. Comprendere gli errori comuni che i genitori possono commettere è il primo passo per costruire relazioni più solide e supportare meglio i propri figli:

  • Il genitore ipercritico: si concentra sugli errori e sulle mancanze dei figli, criticandoli costantemente. Questo può danneggiare l'autostima degli adolescenti e portare a un senso di inadeguatezza.
  • Il genitore distante: è emotivamente assente e non si interessa alla vita dei figli. Questo può portare degli adolescenti a sentirsi soli, abbandonati e incapaci di stabilire relazioni sane.
  • Il genitore "troppo amico": cerca di essere il migliore amico dei figli, evitando di stabilire regole e limiti. Questo può portare gli adolescenti a sentirsi confusi, insicuri e incapaci di sviluppare un senso di responsabilità.

3.2. Cosa fare se un adolescente ha un attacco di panico

L'attacco di panico di un adolescente può essere un'esperienza spaventosa sia per colui o colei che la sperimenta che per il genitoreDurante un attacco di panico, l'adolescente è sopraffatto da emozioni intense come paura, ansia e confusione.

I genitori possono svolgere un ruolo cruciale nell'aiutare i figli in questo delicatissimo momento, aiutandoli ad "integrare le loro emozioni", ovvero a:

  • Riconoscerle, comprenderle e dare loro un nome;
  • Capire che sono temporanee e non pericolose;
  • Capire che è normale sentirsi spaventati e che non c'è nulla di sbagliato in chi le sperimenta;
  • Capire che è saggio accettare queste emozioni come parte dell'esperienza umana.

Questo fondamentale supporto nell'integrazione richiede ai genitori di:

  • Impostare la relazione con i propri figli adolescenti sulla base di caratteristiche salutari di base;  
  • Adottare accortezze specifiche nel caso di eventi come gli attacchi di panico.

A. caratteristiche salutari di base nella relazione con gli adolescenti 

  • Comunicazione aperta: create uno spazio sicuro in cui i vostri figli possano esprimere liberamente i propri pensieri e sentimenti, senza paura di essere giudicati;
  • Ascolto attivo: prestate attenzione a ciò che i vostri figli dicono, sia con le parole che con il linguaggio del corpo. Cercate di capire le loro emozioni e i loro bisogni;
  • Flessibilità: siate disposti a negoziare e a trovare compromessi. Non tutte le battaglie meritano di essere combattute;
  • Empatia: mettetevi nei panni dei vostri figli. Ricordate come vi sentivate alla loro età;
  • Sostegno incondizionato: fate sapere ai vostri figli che li amate e li sostenete, indipendentemente dai loro errori o dalle loro scelte.

B. Accortezze specifiche in caso di adolescenti con attacchi di panico

  • Mantenere la calma: è fondamentale che il genitore rimanga calmo e rassicurante. Un atteggiamento ansioso o allarmato potrebbe peggiorare la situazione;
  • Creare un ambiente sicuro: trovare un luogo tranquillo e confortevole dove l'adolescente possa sentirsi al sicuro;
  • Respiro e grounding: incoraggiare l'adolescente a concentrarsi sul respiro, inspirando ed espirando lentamente. Si possono anche utilizzare tecniche di grounding (radicamento), come toccare oggetti o concentrarsi sui suoni circostanti, per aiutare l'adolescente a tornare al presente;
  • Validazione emotiva: far capire ai vostri figli che voi comprendete e accettate le loro emozioni. Frasi come "Capisco che tu sia spaventato" o "È normale sentirsi così" possono essere di grande aiuto;
  • Evitare di minimizzare: non sminuire l'esperienza degli adolescenti con frasi come "Non è niente" o "Devi solo calmarti". Questo potrebbe farli sentire incompresi e invalidati.
  • Offrire supporto fisico: un abbraccio, una carezza o semplicemente tenere la mano dei vostri figli può trasmettere un senso di sicurezza e vicinanza.
  • Cercare aiuto professionale: se gli attacchi di panico diventano frequenti o interferiscono con la vita quotidiana dell'adolescente, è importante consultare un professionista della salute mentale.

 

Conclusioni:

Nessun genitore è perfetto e tutti commettiamo errori. Tuttavia, essendo consapevoli della peculiarità del rapporto tra adolescenti ed emozioni, possiamo cercare di costruire relazioni più sane e supportive con i nostri figli adolescenti.

Un genitore attento, secondo Siegel, è colui che riesce a creare un ambiente familiare caratterizzato da "connessione e direzione". Questo significa essere presenti, ascoltare, validare le emozioni, stabilire limiti chiari e offrire un sostegno costante, pur rispettando l'individualità e l'autonomia del figlio.

L'adolescenza può essere un periodo impegnativo, ma anche ricco di opportunità di crescita e di connessione.

Con pazienza, comprensione e amore, i genitori possono accompagnare i propri figli in questo straordinario viaggio verso l'età adulta.

 

Bibliografia:

 

 

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