Giovedì, 02 Aprile 2020 07:45

Mindfulness: un possibile risorsa anche online?

In periodi come quello attuale in cui tutti quanto passiamo la maggior parte del nostro tempo in casa, le nostre abitudini, anche le più normali, come frequentare amici, ristoranti, locali, ma anche strutture dove si tengono colloqui individuali o corsi di gruppo, sono fortemente limitate se non addirittura completamente stravolte. Per questa ragione molte persone si stanno rivolgendo al web cercando di fare on line quello che prima facevano in luoghi fisici distinti dalla propria abitazione. Molta attenzione sta venendo data in questo periodo alla pratica della mindfulness e alla possibilità di farla on line, anche se non senza scetticismo, almeno da parte di molte persone. Ma cos’è di preciso la mindfulness? Può essere di aiuto? E soprattutto può essere utile anche on line?

Innanzitutto, la mindfulness può essere definita come la consapevolezza che emerge dal prestare attenzione di proposito all’esperienza del momento presente, in modo accogliente e non giudicante, momento dopo momento, e può essere coltivata tramite apposite pratiche di meditazione e percorsi strutturati di cui il protocollo di Riduzione dello Stress basata sulla Mindfulness (RSBM), sviluppato dal professor Jon Kabat-Zinn dell’università del Massachusetts, è senza dubbio il più noto e studiato da un punto di vista scientifico. Ad oggi ci sono numerosi studi che dimostrano come il protocollo di RSBM, così come molti altri percorsi basati sulla mindfulness che si sono sviluppati a partire dal percorso originariamente sviluppato da Kabat-Zinn, possano essere di significativo aiuto nel ridurre lo stress in popolazioni non cliniche, così come nel ridurre l’ansia e l’umore depresso, oltre che nel migliorare le emozioni “positive” come la calma, la fiducia e il senso di sicurezza, e la qualità della vita soggettivamente percepita, sia in persone senza disturbi clinici rilevanti che in persone con disturbi psichiatrici e malattie croniche.

Sebbene finora la maggior parte degli studi si sia focalizzata su corsi in cui i praticanti partecipano ai gruppi di mindfulness di persona, gli sviluppi del web hanno più di recente spinto i ricercatori a focalizzarsi sulla possibilità che la mindfulness possa essere praticata e insegnata anche on line. Uno studio pubblicato da Querstret e collaboratori della scuola di psicologia dell’università di Surrey nel Regno Unito, ad esempio, si è recentemente focalizzato sui possibili effetti sul benessere psicologico di un programma on line di mindfulness proposto a un gruppo di 118 persone che non soffrivano di particolari disturbi medici o psichiatrici, metà dei quali sono stati indirizzati al gruppo di mindfulness e metà ad una lista d’attesa.

I ricercatori hanno osservato come, rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, i partecipanti al corso on line di mindfulness, riportassero al termine del percorso più bassi livelli di ansia, stress e umore depresso, effetti che erano riscontrabili anche al follow-up settimane dopo il termine del percorso. Dallo studio è emerso anche che lo sviluppo di una migliore abilità di non giudicare l’esperienza presente ma di accoglierla così com’era sarebbe stato uno degli ingredienti chiave dei cambiamenti benefici osservati nel gruppo di praticanti di mindfulness. Complessivamente le evidenze attuali, seppur preliminari, sembrano quindi suggerire che la mindfulness possa ragionevolmente essere proposta e appresa anche on line. Probabilmente condividere uno spazio e un luogo in cui ritrovarsi a praticare assieme è e sarà sempre un’esperienza non del tutto sostituibile ma nel frattempo, in caso di bisogno, perché non provare? 

Alberto Chiesa

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.