Lunedì, 07 Giugno 2021 08:43

La malattia oncologica ed i protocolli di mindfulness, quali prospettive?

La diagnosi di cancro e le sfide che accompagnano la malattia  coinvolgono  il paziente,  la sua famiglia e l’ambiente sociale. I principali problemi che il paziente oncologico deve affrontare sono la presenza di  stress cronico, possibili recidive, un contesto di vita mutevole e imprevedibile, dove c’è la necessità di affrontare l’incertezza e gestire il dolore.  Il vissuto del paziente oncologico è complesso,  caratterizzato da un’ insieme di sintomi psicologici (ansiosi, depressivi, post-traumatici) e fisici (il dolore, la nausea, la l’affaticamento), con cui la persona deve convivere, a volte, per molto tempo. Grazie allo sviluppo di terapie mediche sempre più efficaci, la sfida a cui va incontro il paziente oncologico e la sua famiglia è la ricerca di un adattamento nel tempo. Le pratiche di mindfulness possono rappresentare un aiuto preziosissimo per la gestione dei vissuti psicologici e per affrontare le sfide nella quotidianità?  Cos’è la mindfulness? In che modo può essere di aiuto per i pazienti oncologici ed i familiari? La mindfulness può essere definita come la consapevolezza che emerge dal prestare intenzionalmente attenzione al dispiegarsi dell’esperienza nel momento presente, in modo non giudicante, e può essere coltivata tramite apposite pratiche di meditazione e programmi strutturati come il protocollo di Riduzione dello Stress Basata sulla Mindfulness (MBSR) di J. Kabat Zinn.

Gli approcci terapeutici basati sulla mindfulness  si fondano sull’idea che la nostra sofferenza emerga in realtà più dal come ci relazioniamo all’esperienza di dolore, disagio e difficoltà che dall’esperienza stessa. Attraverso le pratiche di mindfulness,  è possibile ridurre l’angoscia rispetto a quanto accade nella vita, apprendendo un nuovo modo di stare in relazione con la nostra vita e con  l' esperienze spiacevoli. 

Ad oggi, sono stati sviluppati due principali protocolli di mindfulness per i pazienti oncologici: il protocollo Mindfulness Based Cancer Recovery MBCR di L. Carlson, che ha alla base i principi del protocollo MBSR e pone l’attenzione su come affrontare il cancro, i sintomi come il dolore, la nausea e le emozioni difficili, e Il protocollo MBCT-CA (Terapia Cognitiva basata sulla Mindfulness per il cancro) di T. Bartley. L’MBCT-CA è un programma basato sul protocollo MBCT per la depressione, e pone l’attenzione sui modi di interpretare, di fronteggiare gli eventi  quando vi è una minaccia alla sopravvivenza, quindi la risposta che i pazienti oncologici mettono in atto quando hanno la diagnosi di cancro o cambiamenti di stato della malattia. 

Le pratiche di mindfulness su cui si basano i protocolli permettono ai partecipanti di diminuire il livello di reattività abituale agli eventi. Le ricerche scientifiche riportano come la continuità nelle pratiche permetta di cambiare la relazione con i pensieri e con le emozioni negative, imparando a lasciar andare le paure e le ruminazioni mentali, interrompendo quei processi automatici che portano all’ansia e alla disperazione.  Gli interventi basati sulla mindfulness per pazienti oncologici sono efficaci nel ridurre lo stress, e nel migliorare i sintomi fisici e i disturbi dell’umore. Una recente meta-analisi di studi sui protocolli di mindfulness con pazienti oncologici ha dimostrato che questi interventi hanno un effetto significativo sul disagio psicologico, sui sintomi di ansia, depressione, paura di recidiva, sui sintomi fisici, evidenziando un miglioramento della qualità della vita dei pazienti. In uno studio recente, su un campione di 88 pazienti con una diagnosi di cancro spagnoli, a cui è stato proposto il protocollo MBCT-Ca, si è evidenziato una riduzione della psicopatologia dei pazienti (depressione), un aumento della loro qualità di vita (salute fisica generale, stato emotivo e funzionamento personale), e un aumento della consapevolezza del loro stato emotivo. 

La pratica della mindfulness ci permette di imparare a lasciar andare il biasimo e l’auto-giudizio  per coltivare un approccio più gentile verso noi stessi, imparando “a stare con l’esperienza così com’è ” anche rispetto alle emozioni più difficili, e a voltarsi verso la sofferenza con un’attitudine di cura e accoglienza. Può essere un aiuto prezioso per il paziente oncologico e per i suoi familiari.

 

Dott.ssa Elena Giannoni

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