Lunedì, 18 Maggio 2020 08:07

Comunicazione e conflitto. Il ruolo dell’assertività

L’esperienza dell’emergenza sanitaria e dell’attivazione delle misure preventive di chiusura nelle proprie abitazione ha cambiato gli equilibri delle persone che vivono nella stessa casa: famiglie, coppie, coinquilini si sono ritrovati a gestire una vicinanza nuova fonte anche di tensione e conflitti.

Il significato etimologico del termine conflitto deriva da “confligere”, combattere e si palesa come contrasto tra parti opposte. Il conflitto viene generalmente agito con comportamento aggressivo nella modalità passiva o attiva. 

Lo stile aggressivo-passivo è caratterizzato da comportamenti inibiti, conformistici e compiacenti. Le persone che utilizzano questa modalità evitano lo scontro adattandosi in maniera eccessiva alle richieste provenienti dal mondo esterno. I bisogni dell’altro diventano più importanti dei propri. Alcuni pensieri tipici: “Io sono inferiore agli altri”; “ Ciò di cui si interessano gli altri è più importante delle cose di cui mi occupo io”; “Non voglio ferire gli altri”. Prova vergogna, imbarazzo, ansia, colpa. Con il tempo la disistima di sé aumenta e si perde il contatto profondo con se stessi.

Lo stile aggressivo-attivo è caratterizzato da comportamenti di dominio, prevaricazione e svalutazione. L’aggressivo è in grado di dire cosa pensa e cosa vuole utilizzando una modalità impositiva che non considera l’esperienza ed il vissuto dell’altro. Alcuni pensieri tipici: “Sono superiore agli altri”; “Gli altri devo accondiscendere senza criticarmi; “Non ho bisogno di nessuno”. Prova impazienza, intolleranza, rabbia, rancore. L’atteggiamento aggressivo può portare ad un’intensificazione della passività dell’altro o, qualora l’interlocutore utilizzi la stessa modalità, a conflitti importanti e rotture relazionali.

Si può apprendere a gestire il conflitto ed imparare ad agire un comportamento assertivo.

L’assertività si declina come la capacità della persona a riconoscere le proprie esigenze (autoconsapevolezza) ed affermarle (esprimerle) in un dato contesto mantenendo un buon rapporto con l’ambiente. La persona assertiva autoafferma i propri bisogni riconoscendo i bisogni dell’altro. Pratica la negoziazione ed il compromesso senza rinunciare a ciò che profondamente sente. Alcuni pensieri tipici: “Posso affermare i miei diritti rispettando quelli degli altri”; “E’ importante credere in se stessi e negli altri”; “Se esprimo il mio dissenso o rifiuto una richiesta non penso, per questo, di trattare male gli altri”. Prova gioia benessere tristezza fastidio perché riesce a “sentire” e ad esprimere  tutte le emozioni. Imparare ad essere assertivi porta ad accrescere la fiducia in se stessi, a migliorare la comunicazione e la capacità di gestire i conflitti.

Diventare assertivi è possibile. E’ fondamentale imparare a conoscersi profondamente, comprendere la propria storia ed individuarne i momenti significativi con uno sguardo realistico rivolto a come si vive il proprio presente.

La comunicazione efficace e l’ascolto attivo giocano un ruolo fondamentale. Tali abilità possono essere apprese in percorsi psicologici pensati ad hoc.

Dott.ssa Katia Guadagnini

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