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Giovedì, 06 Giugno 2019 10:51

Compassione di sé

Compassione di sé

(di Ursula Catenazzi e Vittoria Castagner)

Nella psicologia occidentale la definizione di “compassione di sé” più vicina al pensiero buddhista è stata formulata da Kristin Neff (Neff 2003), che la descrive come composta da tre elementi:

  • Trattare sé stessi gentilmente e senza giudicarsi con severità;
  • Riconoscere che errori, fallimenti e avversità fanno parte della comune esperienza umana;
  • Mantenere una "giusta distanza" da pensieri e sentimenti spiacevoli, invece di evitarli o di identificarsi eccessivamente con essi.

Il nesso tra Mindfulness e Compassione è stato analizzato da diversi autori: 

  • Marlatt and Kristeller sostengono che la Mindfulness produca un’attenzione all'esperienza presente, con accettazione e amorevole gentilezza; 
  • Bishop e collaboratori sostengono che la compassione di sé possa essere il risultato della pratica di Mindfulness; 
  • Brown e collaboratori ritengono che la compassione sia un risultato associato alla Mindfulness o un atteggiamento che aiuta a coltivarla; 
  • Baer e collaboratori hanno dimostrato un legame tra compassione e Mindfulness a prescindere dai questionari adottati;
  • Shapiro e colleghi hanno fornito prove del fatto che un training di Mindfulness possa accrescere la compassione di sé; 
  • Kuyken e i suoi collaboratori hanno dimostrato, infine, che i miglioramenti dei livelli di compassione indotti dalla Mindfulness possono contribuire al miglioramento di sintomi depressivi

Sembra dunque evidente che:

  • Compassione e Mindfulness sono strettamente correlate;
  • La compassione è un modo per migliorare la relazione con sé stessi;
  • La compassione può essere un buon supporto complementare per alleviare sintomi clinici 

Bibliografia: 

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