Lunedì, 01 Luglio 2019 09:26

In che modo la mindfulness aiuta a regolare le emozioni?

La mindfulness può essere descritta come la consapevolezza che emergere dal prestare attenzione di proposito e in modo non giudicante allo scorrere dell’esperienza del momento presente, momento dopo momento.

Da secoli la mindfulness è stata coltivata nel contesto di sentieri spirituali, come nel caso delle meditazioni Buddiste Vipassana e Zen. Più di recente sta ricevendo crescente attenzione nel panorama psicologico occidentale grazie allo sviluppo di corsi di meditazione di gruppo, generalmente della durata di 8 settimane, come la Riduzione dello Stress basata sulla Mindfulness e la Terapia Cognitiva basata sulla Mindfulness.

Ad oggi sappiamo che questi percorsi possono essere di grande aiuto sia nel favorire la riduzione dello stress che nel ridurre la sintomatologia ansiosa e depressiva e il carico emotivo negativo legato a numerosi disturbi fisici come la fibromialgia e il dolore cronico muscolo scheletrico. Tuttavia, fino ad anni recenti, solo un numero esiguo di studi si è focalizzato sul capire come la mindfulness potesse promuovere tali benefici.In un recente studio un gruppo di ricercatori guidati da Luca Iani dell’Università Europea di Roma si è focalizzato su come la mindfulness potesse promuovere i benefici clinici spesso osservati a seguito del completamente di tali percorsi focalizzandosi sulla possibilità che tale pratica offre nel migliorare la capacità di regolare le proprie emozioni negative. Per farlo i ricercatori si sono focalizzati su un campione di oltre 200 adulti a cui sono stati somministrati dei questionari volti a valutare quali fossero le principali abilità di regolazione emotiva nelle persone con più elevati livelli di mindfulness.

I risultati dello studio hanno mostrato che l’abilità di riconoscere e descrivere le proprie emozioni e di stare in contatto con l’esperienza del momento presente in modo non reattivo (due delle principali abilità coltivate nei percorsi di mindfulness) correlerebbero positivamente con l’abilità di accettare le situazioni così come vengono e con l’abilità di rivalutare anche le situazioni negative sotto una luce più positiva, ad esempio in termini di occasioni di apprendimento. Inoltre, hanno scoperto come una maggiore abilità di riflettere sulle situazioni della propria vita senza finire nell’eccesso di giudizi (un’altra abilità coltivata nei percorsi di mindfulness) correlerebbe in modo inverso con la tendenza a rimuginare sulle esperienze negative. Complessivamente i risultati di questo studio suggeriscono il fatto che essere più mindful può avere un impatto positivo significativo sia sulla capacità di accettare quanto non può essere cambiato che di ragionare in modo più lucido su come possiamo trovare quanto c’è di buono in ciò che ci capita senza finire nella trappola del rimuginio, coltivando in questo modo importanti atteggiamenti mentali che già da diversi decenni sappiamo essere legati al benessere e a un’ottimale gestione dello stress.

 

Iani, L., Lauriola, M., Chiesa, A., & Cafaro, V.. Associations between mindfulness and emotion regulation: the key roles of describing and nonreactivity. Mindfulness 2019, Volume 10, Issue 2, pp 366–375

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