Giovedì, 26 Marzo 2020 09:13

La paura e l’ansia ai tempi del Corona Virus

L’emergenza “Corona virus” ci sta mettendo a dura prova sia fisicamente che psicologicamente.

In questo periodo molti di noi fanno fatica a regolare le proprie emozioni: proviamo tristezza, rabbia, paura, angoscia, terrore e panico; l’emozione è tanto più intensa quanto più presumiamo che il pericolo sia grande.

Vi sono delle ragioni se gli esseri umani provano delle emozioni: noi non possiamo impedire l’emergere delle emozioni in quanto si tratta di reazioni normali che costituiscono fonte di informazione. 

Le emozioni infatti ci consentono di sopravvivere, ci motivano all’azione, ci permettono di reagire in modo veloce rispetto al pericolo, possono essere segnali che qualcosa sta accadendo in un determinato momento.

Soffermiamoci ad esempio sull’emozione della paura. Noi e gli altri mammiferi sperimentiamo la paura ogni qualvolta percepiamo o ipotizziamo una minaccia. Pensiamo ad una gazzella che sta pascolando in una savana che sente all’improvviso un rumore tra la vegetazione…Tutti i sensi sono alla ricerca di un indizio…un altro scricchiolio e la gazzella scappa.

La gazzella deve la sua sopravvivenza proprio alla paura, al perfetto funzionamento del suo sistema di allarme e all’efficacia della sua corsa, che le consentono di avvertire il pericolo e di reagire prontamente, anziché diventare pasto per un leone.

La paura ci segnala il pericolo e ci mette nelle condizioni di metterci in salvo. E’ tra tutte le emozioni quella più automatica, che si attiva senza pensare e prevale su tutte le altre.

La paura è rivolta al futuro, ci fa preoccupare per quello che potrà accadere, è una sorta di sentinella che ci tiene in allerta per possibili pericoli. Sperimentare la paura è del tutto normale in questo periodo e mettere in atto tutte le azioni (restare in casa, lavarsi le mani frequentemente, utilizzare la mascherina e i guanti) ci consente di porre al sicuro noi stessi e gli altri.

E’ importante accettare questa emozione, cosi come la sua “sorella” più evoluta, l’ansia, quest’ultima caratterizzata da una sovrastima del pericolo - percepito come in grado di giungere da qualsiasi parte - e da una sottostima della capacità di affrontarlo, schiacciati da un forte senso di vulnerabilità.

Perché se noi rinunciamo a vivere delle esperienze nella convinzione che provare paura ed ansia sia dannoso, consumiamo gran parte della nostra energia per sfuggire a queste esperienze. 

Arriviamo alla non accettazione di una parte di noi e della nostra vita e poniamo in essere comportamenti dannosi.

Spesso gli eventi interni dolorosi sono come sabbie mobili, più ci dimeniamo per uscirne, più ci fanno affondare.

Un’emozione ha una sua funzione, è necessario avvicinarsi ad essa il più possibile, perché ci fa più male combatterla.

Dunque è’ importante riconoscere le emozioni che proviamo in questo periodo, dare ad esse spazio, non impedire che emergano. Riconoscere quali sono i pensieri che le accompagnano, soprattutto se sono emozioni e pensieri scomodi.

Proviamo ad accettare che alcune esperienze sono spiacevoli e possiamo provare tanta ansia e frustrazione nell’affrontarle.

Proviamo ad essere nel “qui e ora” e ad accettare che questo è il momento che la nostra vita ci propone.

Accettazione non significa affatto rassegnazione ma soltanto accettare ciò che non possiamo cambiare, aprendoci tuttavia a nuove strade e al cambiamento che esse comportano. 

Certamente in questi giorni siamo tutti confusi e preoccupati, ci rendiamo conto che ci sono - e ci saranno - tanti ostacoli nella nostra vita: problemi privi di soluzione immediata, obiettivi che dobbiamo rimandare, un immanente senso di perdita. 

Ma possiamo comunque utilizzare questo tempo per vivere la nostra vita nel migliore dei modi, per fare le cose che contano veramente per noi. Non sarà affatto tempo perso.

 

Domandiamoci:

“Come posso prendermi cura di me? 

“Cosa posso fare per gli altri che sono in casa con me?”

“Cosa posso fare per la comunità in questo momento?

E in base ai nostri valori agiamo per vivere con atteggiamento gentile e costruttivo questo periodo, prendendoci cura di noi stessi e degli altri.

Continuare ad essere una risorsa per gli altri è possibile: anche se siamo lontani fisicamente possiamo essere vicini emotivamente.

 

Preghiera della serenità

 

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, 

Che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,

Che io possa avere soprattutto la saggezza per conoscere la differenza.

Vivendo un giorno per volta;

assaporando un momento per volta;

accettando la difficoltà come sentiero per la pace.

Prendendo questo mondo  così com'è, non come io vorrei che fosse.

Che io possa essere ragionevolmente felice in questa vita. (Tommaso Moro)

 

 

Dottoressa Enza Cannavale

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