Mercoledì, 07 Agosto 2019 10:03

Stress da lavoro, segnali di allarme

Molto spesso per diverse motivazioni tra cui disagio coi colleghi, tensioni col capo, portano se prolungate, a un forte stress che ricade inevitabilmente sulla salute e sull’equilibrio psichico.

Troviamo nel libro “Morire per uno stipendio” uno studio molto interessante condotto da Jeffrey Pfeffer, il quale dichiara che solo negli USA, la cattiva gestione del personale sia costata ai datori di lavoro statunitensi 300 miliardi di dollari nell’ultimo anno e possa causare un numero di morti che raggiunge  i 120mila, dati decisamente allarmanti.

Quali possono essere quindi i sintomi di stress da lavoro? 

Uno dei primi ad essere riscontrati è decisamente l’insonnia, svegliarsi di notte per le preoccupazioni dovute al proprio lavoro è un segnale d’allarme decisamente da non sottovalutare. Troviamo poi anche tensioni al collo, spalle e testa, emicrania che possono essere accompagnati da dolori muscolari e mal di schiena, sfociando in seguito anche in problemi più gravi come ulcere o problemi cardiaci, ciò è dovuto all’azione del cervello che rilascia adrenalina e altri ormoni e questo va a interessare tutta la sfera fisica della persona.

Purtroppo a risentirne è anche la salute mentale, partendo da un senso di spossatezza generale, affaticamento, irritabilità, problemi allo stomaco con dolori improvvisi, gonfiore intestinale o costipazione, sintomi che solitamente non siamo soggetti a ricondurre a uno stato di stress in verità, ma che sono un evidente segnale che qualcosa non va, scatenando anche ansia come patologia e a tutto questo si può aggiungere anche che il sopportare eccessivo stress lavorativo può influire sull’alimentazione intesa come valvola di sfogo, con un amento di peso, fino a portare alla depressione, andando di conseguenza a influire sull’umore poiché la flora intestinale viene modificata. 

Tutto questo può portare allo stress da lavoro correlato.

Come riconoscere i segnali di allarme?

Ci sono tre fasi che possono identificare il modo in cui una persona reagisce allo stress:

· fase di allarme: si acutizza nell’organismo un senso di allerta che porta a dei segnali 

psico-fisiologici come l’aumento del battito cardiaco, iper-ventilazione o sudorazione eccessiva ecc;

· fase di resistenza: ovvero quando ci adattiamo alla situazione, quando “sotto stress rendiamo meglio” è la fase in cui l’organismo riesce a reggere i ritmi e le tensioni;

· fase di esaurimento: termina la capacità di adattamento alla situazione precedente, si perdono le difese. A questo punto di prolungato stress possono insorgere malattie fisiche e psichiche;

 

Lo stress eccessivo può portare a sviluppare diverse patologie. 

 

E’ importante capire ed essere consapevoli di cosa ci stia causando lo stress, cosa ci porta più preoccupazione;

va analizzato l’ambiente in cui si lavora per capire se dipende da noi o da fattori che non possiamo controllare, a quel punto va stabilita una priorità per poter gestire strategicamente il proprio tempo, limitare o riorganizzare, per poter gestire noi stessi attraverso la strategia del time management.

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