Mercoledì, 04 Novembre 2020 08:57

Sessualità e adolescenza: perché parlarne?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la sessualità “un aspetto centrale dell’essere umano che comprende il sesso, l’identità di genere e di ruolo, l’orientamento sessuale, l’erotismo, il piacere, l’intimità e la riproduzione (…)”. La sessualità è quindi un fenomeno complesso e la salute sessuale viene definita come “uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale (…) che richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali, così come la possibilità di avere esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizioni, discriminazioni e violenza”.

La sessualità fa quindi parte dell’identità di ognuno, è una sfera tanto importante quanto delicata nell’esperienza di una persona, e lo è tanto più per un’adolescente che inizia ad affacciarsi e ad incuriosirsi al mondo dell’intimità fisica. Frequentemente tale curiosità viene soddisfatta ricercando risposte nel web e ricevendo stimoli e informazioni sessualizzate forti e immediate, talvolta fuorvianti, in quanto i contenuti trovati rimandano spesso a materiale pornografico. Ricerche dimostrano che 2 ragazzini su 3, a partire dai 10 anni, vengono in contatto con materiale pornografico accidentalmente o intenzionalmente. 

Gli stimoli che i pre-adolescenti ricevono dalla pornografia sono inadeguati rispetto al livello di maturazione e di sviluppo emotivo e fisico: la parte cognitiva (corteccia prefrontale) che aiuta a  regolare le emozioni e l’impulsività attraverso funzioni di pianificazione e riflessione, è ancora profondamente immatura per poter integrare pienamente input così forti, mentre le aree cerebrali legate all’emotività (sistema limbico) sono in piena maturazione e stimoli eccessivamente forti potrebbero essere destabilizzanti seppur attrattivi per un’adolescente; la struttura celebrale di un pre-adolescente non è quindi abbastanza matura per integrare le informazioni ricevute attraverso il materiale pornografico. Inoltre, a livello biologico, l’attivazione sessuale ricevuta da stimoli pornografici è tale da non avere corrispondenti nella vita reale, con il rischio di creare a lungo termine una dipendenza. Infine, non di minore importanza, si matura un’idea di sessualità completamente diversa dalla realtà.

Numerose ricerche dimostrano come questi stimoli digitali siano per pre-adolescenti e adolescenti la principale fonte di educazione sessuale. Alla luce di ciò diventa fondamentale da parte degli adulti di riferimento (genitori, insegnanti, ma anche educatori, psicologi) trasmettere un approccio reale, positivo e rispettoso della sessualità e di un’educazione affettiva e sentimentale. Tutto ciò è possibile attraverso un dialogo aperto e diretto, che può iniziare sin dall’infanzia con le prime domande curiose rivolte dai bambini, alle quali può essere data una risposta utilizzando un linguaggio semplice e veicolando contenuti adeguati alla fase di sviluppo. 

Un atteggiamento di apertura al dialogo, di reale interesse e attenzione da parte dell’adulto, permette di mantenere aperto un canale comunicativo tale per cui il bambino prima e l’adolescente poi si sente sicuro di poter soddisfare i propri dubbi e curiosità attraverso una figura adulta competente, e non di cercare autonomamente informazioni attraverso il web o i coetanei.

 

Qualche lettura consigliata per approfondimenti:

“Il primo bacio” - Pellai, Tamborini 

“Tutto troppo presto” - Pellai

 

Dott.ssa Valentina Pajola

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