Venerdì, 07 Febbraio 2020 09:33

Mindfulness e personalità: quanto contribuiscono alla nostra felicità?

Da sempre, sia nell’ambito della filosofia che della psicologia, ci si è chiesti quali fattori contribuissero maggiormente ad incrementare la felicità soggettivamente percepita e a ridurre la sofferenza emotiva. Diversi autori nei diversi secoli hanno dato risposte differenti. Tuttavia, più di recente un numero crescente di studi scientifici ha dimostrato come due tratti di personalità, rispettivamente l’avere un buon livello di estroversione e un’alta stabilità emotiva, siano due dei più robusti preditori di felicità nel lungo termine. In un recente studio, Ortet e collaboratori, dell’Universitat Jaume I di Castelló, hanno voluto indagare se i “livelli di mindfulness” di un dato individuo potessero a loro volta avere un effetto sulla felicità soggettivamente percepita, intendendo la mindfulness come quel tipo di consapevolezza che nasce dall’abilità di portare attenzione all’esperienza del momento presente, così com’è, e al di là dei nostri giudizi su come le cose dovrebbero essere.

A tal fine gli autori hanno invitato un numeroso gruppo di quasi 600 persone a completare dei questionari volti a valutare i propri tratti di personalità e i propri livelli di mindfulness. I primi sono stati valutai con il NEO-Five Facets Inventory e col Big Five Personality Short Questionannaire, due noti questionari volti appunto a misurare i diversi tratti di personalità che tutti quanti abbiamo, mentre i secondo sono stati misurati con il Five Facets Mindfulness Questionnaire, un noto questionario volto a misurare 5 aspetti della mindfulness, il non giudizio, l’abilità di rispondere alle situazioni in modo non reattivo, la capacità di osservare e di descrivere i propri stati d’animo e di agire con consapevolezza.

Stando ai risultati del presente studio, gli autori hanno innanzitutto confermato come un’elevata stabilità emotiva e un buon livello di estroversione correlassero positivamente con la felicità percepita. In secondo luogo, hanno osservato come, pur tenendo in conto le differenze nei livelli di personalità sopra menzionati, i soggetti che avevo punteggi più alti sulla scala del non giudizio del questionario volto a misurare i livelli di mindfulness, ovverosia i soggetti che erano maggiormente in grado di osservare e stare in contatto con i propri sentimenti e stati d’animo con un atteggiamento accogliente e non giudicante, erano a loro volta più felici di coloro che invece tendono a giudicare o a giudicarsi per i propri sentimenti, emozioni e sensazioni. Seppure indirettamente, i risultati di questo studio mostrano, concludono gli autori, come promuovere la capacità di accettare e sentire validi i propri sentimenti e stati d’animo, un atteggiamento che sta alla base di tutti i percorsi di mindfulness, possa offrire un significativo aiuto, indipendentemente dalla propria personalità di base, a vivere una vita più soddisfacente e felice.

 

Fonte

PLoS One. 2020 Feb 4;15(2):e0228655. doi: 10.1371/journal.pone.0228655. eCollection 2020.

Personality and nonjudging make you happier: Contribution of the Five-Factor Model, mindfulness facets and a mindfulness intervention to subjective well-being.

Ortet G1,2, Pinazo D3, Walker D1, Gallego S1, Mezquita L1,2, Ibáñez MI1,2.

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