Mercoledì, 14 Agosto 2019 08:38

Disturbo dipendente di personalità

Per disturbo di personalità si intende “una configurazione pervasiva del carattere di una persona, che rappresenta un’organizzazione difensiva rispetto ai vissuti soggettivi di sofferenza, rispetto agli stress relazionali ed esistenziali, rispetto alle sfide evolutive; essa è caratterizzata da un funzionamento ripetitivo, per lo più non funzionale, proprio per il tipo rigido di risposta che viene messo in atto” (Selvini M. & Sorrentino A.M., 2004).

Secondo il DSM, i disturbi di personalità sono raggruppati in tre tipi differenti cluster sulla base dei tratti che li caratterizzano:

  • Cluster A : personalità bizzarra

  • Cluster B: impulsivi e drammatici

  • Cluster C: personalità ansiosa



CLUSTER C: DISTURBO DIPENDENTE DI PERSONALITÀ

All'interno del Cluster C – che racchiude le personalità ansiose – sono inclusi tre disturbi: il disturbo evitante, dipendente e ossessivo compulsivo di personalità.

Secondo il DSM 5 il disturbo dipendentedi personalità è caratterizzato da almeno 5 di questi sintomi:

  • Difficoltà a prendere decisioni quotidiane senza il ricorso a suggerimenti, rassicurazioni e consigli da parte degli altri.

  • Richiesta agli altri di assumersi responsabilità che dovrebbero spettare a loro

  • Paura di essere in disaccordo con gli altri e rischiare disapprovazione

  • Difficoltà a iniziare progetti senza il supporto di altri

  • Eccessivo bisogno di protezione e supporto da parte di altri, anche permettendo ad altri di imporre loro stessi piuttosto che rischiare il rifiuto o la disapprovazione

  • Sentirsi vulnerabili e indifesi quando soli

  • Cercare disperatamente una relazione non appena ne è terminata una

  • Preoccupazione irrealistica di essere lasciati soli e di non essere in grado di prendersi cura di se stessi

     

Secondo l’American Psichiatric Association (APA, 1994), la personalità dipendente è caratterizzata da “una situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accuditi, che porta a un comportamento sottomesso e timoroso della separazione”.

Persone con personalità dipendente hanno infatti tipicamente una visione di sé come persona incompetente, incapace di provvedere da sola a se stessa, ma nonostante ciò degna di attenzione e guida degli altri; e una visione degli altri come persone fonte di protezione e guida (“Solo gli altri hanno le capacità per ottenere soddisfazioni nella vita”), ma anche di possibile abbandono.

Tali visioni di sé e degli altri portano quindi la personalità dipendente a comportamenti volti a mantenere l’altro vicino e ad evitare il rifiuto. Tipico infatti delle persone con questo disturbo è il ricorso ad atteggiamenti compiacenti per ottenere la vicinanza dell'altro.

Alla base vi è la credenza per cui la persona ha necessariamente bisogno dell’altro, perciò l’eventualità che debba prendere una decisione o assumersi una responsabilità o che si possa rompere la relazione con la figura di riferimento sono fonte di forte ansia.

La strutturazione di tale disturbo di personalità sembra essere collegato a uno stile genitoriale iperprotettivo e/o autoritario (Bornstein, 1993,2005), in cui spesso i genitori rispondono a movimenti di autonomia del bambino con critiche e scarsa approvazione, e a forme di attaccamento ansioso ambivalente (Brennan, Shaver, 1998), tipico delle diadi bambino-genitore in cui il caregiver (di solito il genitore) risponde ai bisogni del bambino in maniera discontinua e non prevedibile.

Il lavoro con i pazienti con disturbo dipendente di personalità deve necessariamente partire dall'accompagnamento della persona verso il riconoscimento autonomo dei propri desideri, al fine di attivare e promuovere le prime forme di autonomia. Questi pazienti hanno infatti una visione per cui il raggiugnimento di una propria autonomia costituisce una mincaccia di rottura delle relazioni significative, perciò per loro questo rischio risulta altamente inaccettabile e fonte di angoscia: i paziente rimangono in una condizione di estrema accondiscendenza verso l'altro e adesione alle sue vedute senza esporre o valorizzare le proprie. Importante è pertanto aiutare il paziente a sperimentare che una maggiore autonomia non rappresenta necessariamente una condizione di rottura delle relazioni significative. Inoltre è importante accompagnare il paziente verso lo sviluppo di un maggiore senso di efficacia personale e di gestione della sensazione di vuoto, della paura dell’abbandono e della sensazione di impotenza ed inadeguatezza che spesso sperimentano a contatto con gli eventi di vita quotidiana.

Il disturbo dipendente di personalità è caratterizzato da un insieme di aspetti comuni anche ad altri disturbi, perciò per il professionista risulta essere estremamente importante prestare attenzione ad una corretta diagnosi differenziale. Nello specifico tale disturbo ha caratteristiche comuni ai seguenti altri disturbi di personalità:

  • Disturbo evitante di personalità: i pazienti con disturbo dipendente cercano attivamente di mantenere la relazione con le figure di riferimento significative, mentre i pazienti evitanti hanno timore di essere rifiutati e provano spesso vergogna verso l'altro, motivo per cui tendono ad avere atteggiamenti di approccio all'altro solo se hanno la certezza di essere apprezzati

  • Disturbo borderline di personalità: i pazienti evitanti e dipendenti hanno in comune la paura dell'abbandono, alla quale però rispondono in maniera differente: pazienti evitanti usano un atteggiamento accondiscendente mentre i pazienti borderline rispondono con rabbia e comportamenti manipolatori

  • Disturbo istrionico di personalità: in entrambi i disturbi si ricerca attivamente la ricerca dell'altro, con la differenza che nel caso del disturbo evitante questo avviene tramite atteggiamento accondiscendente, mentre nel disturbo istrionico tramite atteggiamento di ricerca di attenzione costante.



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